Dopo più di un quarto di secolo con il nome Euractiv, la testata con sede a Bruxelles specializzata negli affari dell’Unione europea è stata ribattezzata Rapporteur durante un evento tenutosi ieri sera (28 settembre), al Bozar (il Palazzo delle Belle Arti di Bruxelles).
Il cambiamento, annunciato dall’amministratore delegato René Moerland dopo l’acquisizione da parte di Mediahuis ne l 2023, segna una svolta più decisa verso un modello basato sugli abbonamenti per il giornalismo specializzato sulle istituzioni europee.
Il nome “Rapporteur” – termine del gergo parlamentare europeo che indica l’eurodeputato incaricato di seguire e guidare l’iter di un provvedimento – era già stato utilizzato dal 2025 per la newsletter politica mattutina della testata.
Il rebranding completo porta a compimento una riorganizzazione avviata diversi anni fa: una redazione nella quale la maggior parte degli ex giornalisti di Euractiv è stata sostituita da professionisti provenienti da Politico.eu e da altre testate, con un’informazione pensata per competere con Politico Europe e un modello di business che considera gli abbonati come “i lettori che contano”.
Nel maggio 2023, Euractiv è stata acquisita da Mediahuis, il gruppo editoriale con sede ad Anversa che pubblica De Standaard, NRC e Irish Independent.
La vecchia Euractiv, sotto la guida del suo fondatore Christophe Leclercq, si definiva filoeuropea, pur mantenendo un atteggiamento critico nei confronti delle istituzioni di Bruxelles. Con la nuova proprietà, la testata ha abbandonato questa missione editoriale.
Moerland ha spiegato al pubblico che, nel rapporto tra media e lettori, sono gli abbonati quelli che contano. La società madre presenta il cambiamento come una scommessa sul “deep human reporting”, ovvero un giornalismo approfondito e incentrato sulle persone, focalizzato sui processi decisionali europei piuttosto che sulla costruzione di un brand di informazione globale. Ha inoltre annunciato che la società ha rinunciato ai progetti europei come fonte di finanziamento.
Questa logica commerciale ha posto fine anche alla vecchia rete di franchise di Euractiv. Al posto dei partner nazionali che operavano su licenza, la redazione di Bruxelles si affida ora maggiormente a corrispondenti freelance. I precedenti siti partner hanno intrapreso percorsi indipendenti:
- Euractiv Italy è diventata Focus Europe Italy
- Euractiv Poland è diventata Focus Europe Poland
- Euractiv Slovakia è diventata euBrief
- Euractiv Czechia è diventata Update.eu
- Euractiv Bulgaria è diventata EUalive.bg
- Euractiv Romania è diventata Espress.ro
Queste testate, insieme ad altre, si sono successivamente riunite in una forma più flessibile di cooperazione denominata Focus Europe. La separazione era già evidente dal 2025, quando la società di Bruxelles aveva iniziato a smantellare i rapporti di collaborazione con i partner storici.
La vicenda mostra una più ampia frattura nel panorama dei media specializzati sull’Unione europea. Da una parte c’è la strada di un prodotto più ristretto, a pagamento e incentrato su Bruxelles, rivolto a funzionari, lobbisti e professionisti disposti a sottoscrivere un abbonamento. Dall’altra c’è la tradizione della vecchia Euractiv, basata su contenuti gratuiti, multilingue e radicati nelle realtà nazionali.
Focus Europe continuerà a seguire questa seconda strada: indipendente, di proprietà dei giornalisti e impegnata a offrire contenuti di qualità gratuiti anziché introdurre un paywall. La capacità del modello basato sugli abbonamenti di Rapporteur e delle testate nazionali che ne sono derivate di prosperare entrambe sarà uno degli elementi che permetteranno di capire come verrà finanziato il giornalismo sulle politiche europee negli anni a venire.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

